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Dal libro al e-book...

Grande successo per Psychedelic Breakfast, la festa a tema organizzata da Guida Editori che si è svolta venerdì notte in quel di Second Life. Oltre 70 avatar sono accorsi nel bellissimo Garden of Spiritual Peace per una serata all'insegna della cultura e del divertimento.

A fare gli onori di casa, Pescatore Price (alias Francesco Prisco), il giovane autore di Psychedelicon, il libro che ha ispirato l'evento. Come nel romanzo, "incantevoli fanciulle in fiore", nostalgici fricchettoni e stravaganti intellettuali hanno danzato ai ritmi di Beatles, Stones, Hendrix, Doors e Cream, tra le suggestive scenografie "happy-acid" allestite per l'occasione.
Gioia di vivere e di emozionarsi, ma anche tanta cultura: il libro, certo, la scrittura, ma pure molti progetti per un nuovo modo di pensare, rappresentare e inscenare i libri, nell'era post web 2.0.
Un evento davvero internazionale che da Napoli (autore ed editore) passa per Milano (creatività e supporto tecnico), va in Belgio (allestimenti e location), vira verso l'Olanda (DJ set) per finire in UK grazie all'appoggio della comunità di Book Island.

Un successo che molto deve alla capacità degli strumenti di social networking di fare community e innescare quel buzz (da noi più prosaicamente detto passaparola) in grado di creare un evento cult, ma che in primo luogo nasce all'originalità dell'idea: fare del libro un momento da condividere, da interpretare, da vivere.

Una formula vincente, quella del BookParty dunque.

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Claudia Gramaccia Comment by Claudia Gramaccia on Dicembre 5, 2007 at 9:18am
certo che sopravviverà! anzi personalmente sono convinta che esista un rapporto di piena complementarietà (win win si direbbe in strategia :) tra i due strumenti. quello che invece IMHO è destinato a mutare radicalmente sono invece le dinamiche editoriali/commericiali attualmente operanti secondo schemi 'medievali'....
Francesco Prisco Comment by Francesco Prisco on Dicembre 3, 2007 at 8:28pm
Rispetto a qualche anno fa il pubblico si è notevolemente "avvicinato" a chi scrive. Arriva insomma alle estreme conseguenze la tendenza già individuata profeticamente da Walter Benjamin che salutava l'avvento delle "Lettere al direttore" sui quotidiani come l'abbattimento della barriera secolare tra chi scrive e chi legge. La prospettiva è molto stimolante. Un libro, per essere letteratura, deve infatti appartenere più al lettore che allo scrittore. E il web facilita l'operazione.
Sull'ipotesi di libro come piattaforma virtuale sono molto cauto. Nel prossimo futuro, con l'avvento di Internet 3D di cui Second Life se vogliamo è un assaggio "goliardico", l'esperienza della conoscenza molto probabilmente tornerà a contemplare le tre dimensioni com'era prima della nascita della scrittura. Il libro tradizionalmente inteso tuttavia sopravviverà. Con l'immensa mole di informazioni che è in grado di contenere in pochi centimetri quadrati e la sua versatilità (non ha bisogno di fonti energetiche per funzionare) continuerà ad essere uno strumento "tecnologico" d'avanguardia.
Claudia Gramaccia Comment by Claudia Gramaccia on Dicembre 3, 2007 at 3:14pm
anzitutto complimenti! poi benvenuto Francesco e grazie Paola...
sono profondamente convinta che la rete sia in grado di 'rompere' gli schemi (e non solo quelli editoriali) di business consolidati, e questa ventata d'aria nuova non può che essere un bene...
a Francesco in particolare vorrei chiedere che sensazione prova uno scrittore ad interagire direttamente con i suoi lettori e se ritiene possibile che entro breve, il libro assuma esso stesso la forma di una piattaforma virtuale?
Francesco Prisco Comment by Francesco Prisco on Dicembre 3, 2007 at 2:52pm
Qualche mese fa ho intervistato per "Il Sole-24 Ore" Giovanni Lanfranchi, responsabile di Second Life per IBM Italia. Mi disse: "Come multinazionale dell'Hi Tech crediamo molto in questa esperienza, anche se non siamo ancora in grado di misurarne l'efficacia in termini di business". Dopo aver provato la (belissima) esperienza del book party devo dire che mi colloco su posizioni analoghe. Second Life per chi produce opere d'ingegno è un modo "altro" di fare comunicazione, sicuramente più libero di quelli tradizionali. Attraverso questo innovativo canale è possibile aggirare quasi del tutto il problema delle concentrazioni editoriali che soffoca l'industria culturale italiana. E non è poco. Per promuovere un evento e garantirne il successo di pubblico (virtuale) non è necessario possedere giornali, televisioni o agenzie pubblicitarie. Probabilmente si rivela più importante conoscere il medium al quale ci si rapporta e saper catturare l'attenzione del popolo che abitualmente lo frequenta, di solito più "aperto" al nuovo di chi si limita a leggere i giornali e a guardare la Tv. Non sono ancora in grado di dire se al successo in Second Life può corrispondere quello in "Real Life". Ma venerdì 30 novembre ho visto il prodotto della mia immaginazione di scrittore prendere forma, colore, suono, arrivare ad una platea che soltanto qualche giorno prima non sarebe stato possibile raggiungere. "Psychedelicon" ha preso vita. E, ancora una volta, non è poco.
Paola Mazzucchi Comment by Paola Mazzucchi on Dicembre 3, 2007 at 2:33pm
Fatto.
Libri e Second Life...che si apra la discussione!
Claudia Gramaccia Comment by Claudia Gramaccia on Dicembre 3, 2007 at 1:32pm
benissimo! se volete potete anche creare un 'gruppo' ad hoc...
Paola Mazzucchi Comment by Paola Mazzucchi on Dicembre 3, 2007 at 11:54am
Io lo conosco bene, posso invitarlo a fare un post o qualcosa...
Claudia Gramaccia Comment by Claudia Gramaccia on Dicembre 3, 2007 at 8:35am
Paola è stato questo l'unico esempio o ne esistono/sono in programmazione altri? sarebbe interessante poter chiedere all'autore del libro le sue impressioni, qualcuno lo conosce?
Gianluca Comment by Gianluca on Dicembre 1, 2007 at 1:36pm
Confermo: grande evento!!!

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